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Un faretto LED che non si accende non deve essere necessariamente sostituito per intero: il guasto può interessare il modulo LED oppure il suo alimentatore. Se l’apparecchio è apribile e i componenti sono sostituibili, è possibile individuare l’elemento difettoso e ripristinare il faretto con un ricambio compatibile.

Prima di riparare un faretto LED: sicurezza e compatibilità
Prima di aprire il faretto occorre scollegarlo completamente dall’alimentazione. Se è collegato direttamente all’impianto elettrico, l’intervento richiede particolare cautela: lavorare sul dispositivo aperto mentre è alimentato espone a parti elettriche che normalmente sono protette dall’involucro.
Per la sostituzione del modulo LED o dell’alimentatore non è sufficiente scegliere un componente che abbia dimensioni simili. Bisogna identificarne le caratteristiche elettriche attraverso le marcature presenti sul componente e, quando disponibile, la documentazione del produttore.
In particolare, gli alimentatori per LED non hanno tutti la stessa tensione di uscita: esistono driver a corrente costante, a tensione costante e modelli con differenti valori di corrente e tensione. Il ricambio deve quindi essere elettricamente compatibile con il modulo LED installato.
Quando il guasto richiede misure con il faretto aperto e sotto tensione, la verifica dovrebbe essere affidata a una persona con competenze adeguate o a un elettricista. La sostituzione dei componenti, invece, va eseguita con l’apparecchio disalimentato.
Può essere utile annotare la data di installazione e quella dell’eventuale riparazione, insieme ai dati del faretto e dei ricambi utilizzati. Queste informazioni facilitano sia la ricerca futura dei componenti compatibili sia la verifica delle condizioni di garanzia.
Come è costruito un faretto LED da esterno
La possibilità di riparare un faretto dipende anche da come è costruito. Nei modelli apribili il modulo LED e il relativo alimentatore possono trovarsi nello stesso vano oppure in compartimenti separati.
Nei faretti destinati all’esterno assumono particolare importanza guarnizioni, coperchi e sistemi di ingresso del cavo, perché dopo l’apertura devono essere rimontati correttamente per non compromettere la protezione dell’apparecchio.

Nel primo faretto il corpo principale è chiuso da quattro viti agli angoli, mentre un secondo coperchio protegge il vano che contiene l’alimentatore.

Nel secondo esempio un unico coperchio protegge sia l’alimentatore sia il modulo LED. L’involucro presenta inoltre un’alettatura che favorisce la dissipazione del calore prodotto durante il funzionamento.

Il cavo di alimentazione entra nell’apparecchio attraverso un fermacavo con sistema di serraggio. Se il cavo deve essere sostituito, il nuovo collegamento deve rispettare le caratteristiche richieste dall’apparecchio e il sistema di tenuta previsto dal costruttore.

Anche la chiusura del vetro e lo stato della guarnizione sono importanti. Prima del rimontaggio occorre controllare che la guarnizione sia integra, correttamente posizionata e priva di sporco o deformazioni che possano ostacolare la chiusura.

Rimosso il vetro, in questo modello si trova un diffusore fissato con quattro viti. Tolto anche questo elemento diventa accessibile il modulo LED.
Come riparare un faretto LED sostituendo il modulo luminoso
Prima di acquistare il ricambio bisogna identificare il modulo installato e verificarne le caratteristiche. Per il lavoro documentato servono un saldatore a stagno, un cacciavite a croce, una pinza a becchi lunghi, il modulo LED compatibile e pasta termoconduttiva.
Tutte le operazioni di smontaggio, dissaldatura, sostituzione e rimontaggio vanno eseguite con il faretto scollegato dall’alimentazione.
Tempo richiesto: 2 ore
- Preparare il modulo LED e gli attrezzi
Il nuovo modulo deve essere compatibile con quello da sostituire. Prima di iniziare si preparano saldatore, cacciavite, pinza a becchi lunghi e pasta termoconduttiva, necessaria per favorire il trasferimento del calore dal modulo LED al corpo dissipante.

- Staccare i conduttori del LED
Con il faretto disalimentato si liberano i due conduttori collegati al modulo. Si riscalda la saldatura con il saldatore e si allontana delicatamente il filo aiutandosi con la pinza, senza tirare sul conduttore prima che lo stagno sia sufficientemente ammorbidito.

- Svitare le viti che fissano il modulo LED
Si rimuovono le quattro viti che bloccano la piastrina LED al supporto. Una volta liberati i fissaggi, il modulo può essere staccato dalla superficie sulla quale dissipa il calore.

- Rimuovere la vecchia pasta termoconduttiva
Tolto il modulo guasto, si elimina con attenzione la vecchia pasta termoconduttiva dalla superficie di appoggio. La zona di contatto deve essere pulita prima di installare il ricambio.

- Applicare la nuova pasta termoconduttiva
Si applica sul retro del nuovo modulo uno strato di pasta termoconduttiva e lo si colloca nella stessa posizione del precedente. Il modulo viene quindi fissato nuovamente con le quattro viti.

- Saldare i terminali al nuovo modulo LED
Si ripristinano i collegamenti rispettando la polarità originale. Se necessario si ravviva lo stagno sui terminali dei conduttori e si eseguono le due saldature sul nuovo modulo, controllando che siano stabili e che non si creino contatti indesiderati.

Come capire se il problema è l’alimentatore del faretto LED
Se il modulo LED non presenta una causa evidente del guasto, occorre considerare anche l’alimentatore, o driver LED. A seconda della costruzione del faretto può essere collocato in un vano indipendente oppure nello stesso compartimento del modulo luminoso.


La diagnosi non può basarsi su un valore di tensione valido per tutti i faretti. Prima di qualsiasi misura bisogna leggere i dati riportati sul driver e sul modulo LED: tensione, corrente e modalità di alimentazione dipendono dal modello.

Il multimetro deve essere impostato sulla grandezza e sulla portata appropriate alle specifiche dell’alimentatore. Una misura dell’uscita può aiutare a diagnosticare il driver, ma in un faretto aperto la prova può richiedere che il circuito sia alimentato: in questa condizione diventano accessibili parti normalmente protette.
Per questo motivo la prova sotto tensione non va improvvisata. Se non si possiedono le competenze e gli strumenti adatti, è preferibile fermarsi dopo i controlli eseguibili a faretto disalimentato e affidare la diagnosi dell’alimentatore a un tecnico.
Rimontare il faretto senza compromettere la protezione
Prima di richiudere il corpo illuminante bisogna verificare che i conduttori siano correttamente sistemati e non possano essere schiacciati dai coperchi. Nei faretti da esterno vanno controllati con particolare attenzione guarnizioni, pressacavi e superfici di chiusura.
Una guarnizione deteriorata, spostata o montata male può compromettere la protezione originaria dell’apparecchio. Se non è possibile ripristinare correttamente la chiusura o se sono presenti corrosione, infiltrazioni, isolamento danneggiato o componenti deteriorati, è opportuno non rimettere in servizio il faretto.
Lavorazione e foto di Romeo Bolzonella



Peccato che trovare un led come quello illustrato sia praticamente impossibile.