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Le punte trapano non sono intercambiabili: legno, metallo, muratura e piastrelle richiedono geometrie e materiali differenti. Scegliere la punta corretta permette di centrare meglio il foro, lavorare con maggiore precisione e limitare surriscaldamento, scheggiature e usura prematura dell’utensile.
Come scegliere la punta del trapano in base al materiale
Prima del diametro bisogna considerare il materiale da forare. Una punta per legno deve incidere fibre che tendono a strapparsi, una punta per metallo deve asportare il materiale formando truciolo, mentre nella muratura servono taglienti resistenti all’abrasione e, quando previsto dal tipo di supporto e dall’utensile, l’azione della percussione.
Anche la forma della punta aiuta a riconoscerne l’impiego. Le punte per legno hanno normalmente un elemento di centraggio ben evidente; quelle elicoidali per metallo lavorano attraverso i due taglienti all’estremità; le punte per muratura utilizzano invece una testa o un inserto in metallo duro.
Per fori particolari entrano in gioco utensili specifici come mecchie, punte Forstner e seghe a tazza. La scelta va quindi fatta considerando non soltanto il materiale, ma anche diametro, profondità e forma del foro che si vuole ottenere.
Punte trapano per legno
Il legno è relativamente tenero, ma la sua struttura fibrosa richiede taglienti capaci di recidere le fibre prima di asportare il materiale. Nelle comuni punte da legno il centrino sporgente facilita l’avvio nel punto stabilito e riduce la tendenza della punta a spostarsi lateralmente.
Per diametri e lavorazioni differenti si utilizzano anche mecchie, punte Forstner e seghe a tazza.
Mecchia, sega a tazza e punta Forstner

- Mecchia
La mecchia è costituita da uno stelo che termina con una parte piatta dotata dei taglienti. La cuspide centrale serve a centrare l’utensile e a mantenerlo nella posizione corretta durante l’avvio della foratura. - Sega a tazza
La sega a tazza utilizza una lama cilindrica con bordo dentato per ricavare fori di diametro maggiore. Il supporto porta al centro una punta pilota che stabilizza e guida la tazza durante l’inizio del taglio. - Punta Forstner
La punta Forstner permette di realizzare fori precisi e con fondo sostanzialmente piatto. È particolarmente utile nella lavorazione del mobile, per esempio per ricavare le sedi delle cerniere a tazza. I taglienti periferici incidono le fibre lungo il bordo del foro mentre quelli interni asportano il materiale.
Punte trapano per metallo
Per forare i metalli si impiegano comunemente punte elicoidali specifiche, nelle quali geometria, stato dei taglienti e materiale della punta incidono direttamente sulla qualità della lavorazione. Una punta usurata o non adatta richiede maggiore pressione, scalda rapidamente e produce un foro meno preciso.
La velocità di rotazione deve essere adeguata al diametro della punta, al materiale da lavorare e alle indicazioni del produttore: aumentando il diametro, in generale, occorre ridurre il numero di giri. Nelle lavorazioni che lo richiedono si utilizza inoltre un fluido da taglio adatto per limitare attrito e surriscaldamento.
Il pezzo deve essere immobilizzato prima della foratura. È particolarmente importante con tubi e profili tondi, che sotto la spinta della punta possono ruotare o spostarsi.
Sega a tazza e guida per la foratura del metallo

- Sega a tazza per metallo
È costituita da un corpo cilindrico dotato di denti taglienti lungo il bordo. Il supporto comprende normalmente una punta pilota centrale. Poiché le tazze lavorano su diametri elevati, velocità e avanzamento devono essere regolati in funzione della tazza e del materiale per evitare un rapido surriscaldamento dei taglienti. - Guida per pezzi tondi
Una guida di foratura aiuta a mantenere in posizione tubi e altri pezzi cilindrici che sarebbero difficili da controllare durante una foratura a mano libera. Le scanalature a V della base consentono di appoggiare e stabilizzare il pezzo lungo il suo asse.
Punte trapano per muro, mattoni e calcestruzzo
Le punte per muratura hanno scanalature che favoriscono l’evacuazione del materiale asportato e una testa resistente all’abrasione, generalmente realizzata con elementi in metallo duro. La punta deve essere scelta anche in funzione del materiale da forare e del tipo di trapano o martello utilizzato.
Sui materiali per i quali è prevista, la percussione facilita l’avanzamento della punta. Non va però considerata una regolazione universale per qualsiasi superficie: prima di forare occorre identificare il supporto e utilizzare punta e modalità di lavoro compatibili.
Se durante la foratura del calcestruzzo la punta incontra un’armatura metallica, non bisogna continuare a insistere con una normale punta da muratura. Oltre a danneggiare l’utensile, la presenza del ferro richiede di valutare correttamente come procedere e, soprattutto, se sia opportuno modificare il punto del foro.

Come contenere la polvere durante la foratura
La polvere prodotta dal foro può essere intercettata direttamente vicino alla punta. Sono disponibili accessori collegabili all’aspiratore e sistemi di raccolta che limitano la dispersione dei residui sulla parete e sul pavimento.

- Raccogliere la polvere alla fonte
Intercettare i residui direttamente nella zona di foratura evita che buona parte della polvere cada lungo la parete e si disperda nell’ambiente. - Utilizzare un sistema di aspirazione o raccolta
Si possono impiegare accessori collegati all’aspiratore oppure dispositivi di raccolta applicati in prossimità del foro. La punta passa attraverso l’apertura mentre la polvere viene aspirata o trattenuta dal dispositivo. - Sega a tazza per muratura
Per praticare aperture di grande diametro nella muratura esistono tazze specifiche dotate di taglienti adatti ai materiali minerali e di una punta centrale di guida. Diametro, velocità, modalità di foratura e compatibilità con il supporto devono essere scelti secondo le caratteristiche dell’accessorio utilizzato.
Punte per piastrelle, gres e materiali duri
Piastrelle e materiali lapidei richiedono una scelta più precisa rispetto alla generica definizione di “punta per muro”. Ceramica, gres porcellanato, marmo e granito hanno caratteristiche diverse e non è corretto considerare automaticamente adatta la stessa punta a tutti questi materiali.
Per la ceramica esistono punte con taglienti in metallo duro; per materiali particolarmente duri, come alcuni gres e pietre, si utilizzano anche utensili diamantati specificamente dichiarati dal produttore per quel supporto.
Durante la foratura di una piastrella la percussione va evitata nella fase di attraversamento del rivestimento. La punta deve lavorare senza slittare sulla superficie e senza pressioni eccessive. Raffreddamento, velocità e tecnica di utilizzo dipendono dal tipo di utensile: una punta per piastrelle in metallo duro e una punta o fresa diamantata non richiedono necessariamente la stessa procedura.
Prima di iniziare conviene quindi verificare sulla confezione o sulla scheda tecnica sia i materiali compatibili sia l’eventuale necessità di lavorare a secco o con raffreddamento.
Diametro, velocità e stato della punta contano quanto il tipo
Una punta adatta al materiale può comunque lavorare male se viene utilizzata con una velocità non corretta, se è usurata o se il pezzo non è stabile. Non esiste un unico numero di giri valido per tutte le forature: diametro, materiale della punta, materiale da forare e caratteristiche dell’utensile modificano le condizioni di lavoro.
Con le punte da metallo, l’aumento del diametro richiede generalmente una riduzione della velocità. Se il tagliente non penetra correttamente, non conviene compensare aumentando indiscriminatamente la pressione: occorre controllare l’affilatura, il tipo di punta e i parametri di foratura.
Nel legno bisogna invece prestare attenzione soprattutto alla centratura e all’uscita della punta, dove le fibre possono scheggiarsi. Nella muratura è importante evacuare periodicamente la polvere dal foro e non forzare una punta che ha smesso di avanzare.
Controlli da fare prima di forare
La punta deve essere integra, correttamente serrata nel mandrino e compatibile con l’attacco dell’utensile. Il pezzo da lavorare va bloccato quando può muoversi, mentre prima di forare pareti e pavimenti occorre accertarsi che nel punto scelto non passino tubazioni, cavi o altri impianti.
Occhiali protettivi sono indicati quando possono essere proiettati trucioli, schegge o polvere. Durante la foratura è inoltre opportuno evitare abiti, capelli o accessori che possano raggiungere le parti rotanti.
La regola decisiva rimane la scelta dell’accessorio: prima di iniziare, verificare materiale da forare, tipo di foro, diametro, attacco della punta e modalità di utilizzo indicate dal produttore.


