Banco da lavoro fai da te in legno: come costruirlo senza incastri

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Questo banco da lavoro fai da te in legno si realizza senza incastri complessi, sfruttando una struttura avvitata e incollata, un piano recuperato e una spinatura per il fissaggio superiore. Il progetto misura 1520×630×830 mm e integra anche un ripiano, una morsa e accessori da laboratorio.

Un banco da lavoro robusto con materiali di recupero

Un piano appoggiato su due cavalletti può bastare per lavori occasionali, ma quando il laboratorio viene utilizzato con continuità serve una superficie stabile, sufficientemente rigida e libera dagli ingombri delle macchine stazionarie.

Il banco realizzato da Virgilio Conti nasce proprio con questo criterio. Misura 1520 mm di lunghezza, 630 mm di profondità e 830 mm di altezza ed è costruito quasi interamente con materiale recuperato.

La struttura evita lavorazioni di falegnameria complesse: gambe, traverse e rinforzi vengono assemblati principalmente con colla, viti e squadrette metalliche, mentre il piano è collegato alla struttura mediante spinatura.

Le misure appartengono a questo specifico progetto e non costituiscono uno standard universale: prima della costruzione conviene verificare lo spazio disponibile nel laboratorio e il tipo di lavorazioni che verranno svolte sul banco.

Cosa preparare prima della costruzione

Per questo progetto vengono utilizzati travetti e listelli in legno, un pannello da 30 mm per il piano, una tavola aggiuntiva, materiale per il ripiano intermedio, viti, colla per legno, squadrette metalliche, spine, stucco e un prodotto di finitura adatto al legno.

Servono inoltre gli utensili necessari per misurare, tagliare, forare e avvitare il legno, insieme a squadra e morsetti per mantenere correttamente in posizione gli elementi durante l’assemblaggio.

Se si impiega materiale di recupero, prima della lavorazione occorre controllare che sia ancora strutturalmente sano e che non presenti chiodi, viti o altri elementi metallici nascosti. Per taglio, foratura e levigatura vanno utilizzati gli utensili e i dispositivi di protezione indicati dai rispettivi produttori.

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Come costruire il banco da lavoro fai da te

La costruzione segue sei operazioni principali. È importante mantenere in squadra i due castelli laterali e verificare la stabilità della struttura prima di montare definitivamente il piano.

Tempo richiesto: 8 ore

  1. Costruire i due castelli laterali

    Le gambe sono formate da travetti di circa 60×60 mm ottenuti incollando e portando a misura listelli di sezione inferiore. Le gambe vengono unite a coppie formando i due castelli laterali, ciascuno collegato mediante tre listelli avvitati dall’esterno. Prima di procedere con il resto della struttura, controllare con la squadra che i montanti non siano inclinati e che i due telai abbiano geometria corrispondente.

  2. Unire i castelli con cornice e longheroni

    Attorno alle gambe, a filo della loro estremità superiore, si monta una cornice sottopiano realizzata con altri listelli di recupero e fissata dall’esterno. Nella parte inferiore si aggiungono due longheroni, collegandoli dall’interno mediante squadrette metalliche. Oltre a sostenere la parte bassa del banco, questi elementi contribuiscono a irrigidire l’insieme.

  3. Predisporre i sostegni del ripiano

    Circa a metà tra i due listelli intermedi dei castelli laterali si fissano altri due listelli. Saranno il supporto del ripiano aggiuntivo collocato sotto il piano di lavoro. I due sostegni devono trovarsi alla stessa altezza, in modo che il ripiano possa appoggiare senza inclinazioni.

  4. Recuperare e preparare il piano di lavoro

    Il piano nasce da un vecchio pannello spesso 30 mm, ancora sufficientemente integro da poter essere riutilizzato dopo pulizia, ripristino delle parti danneggiate e stuccatura. Per ottenere la profondità desiderata viene aggiunta posteriormente un’ulteriore tavola. Il piano così composto viene delimitato da una cornice che sporge inferiormente e completato da un’alzata posteriore. Prima del montaggio è opportuno verificare che la superficie sia regolare e che le riparazioni non lascino zone instabili o sporgenze che possano interferire con i pezzi in lavorazione.

  5. Fissare il piano e aggiungere i rinforzi

    Dopo la preparazione e il trattamento superficiale del legno, il piano viene collegato alle gambe tramite spinatura. La precisione dei fori è importante perché le spine devono mantenere la corretta corrispondenza tra piano e struttura. Si preparano inoltre quattro listelli angolari con le estremità bisellate a 45°. Vengono incollati alla cornice e avvitati sotto il piano, aumentando il collegamento tra gli elementi della struttura. Per colla, stucco e prodotto di finitura rispettare sempre modalità di applicazione e tempi indicati dal produttore.

  6. Montare ripiano e accessori

    Completato il ripiano intermedio, il banco può essere attrezzato in funzione dei lavori eseguiti più spesso. In questo progetto sui lati sono presenti listelli portautensili, mentre il piano viene completato con una morsa da banco; sul retro trovano posto una multipresa e una lampada a braccio flessibile. La morsa deve essere fissata su una zona del piano sufficientemente rigida e in una posizione che consenta di serrare i pezzi senza interferire con la struttura sottostante. Per la parte elettrica è preferibile utilizzare accessori integri e adatti all’impiego previsto, senza improvvisare modifiche al cablaggio o all’impianto del laboratorio.

Controllare il banco prima di utilizzarlo

Terminato il montaggio, il banco deve appoggiare stabilmente a terra senza oscillare. Conviene controllare nuovamente i collegamenti, il serraggio delle viti, le squadrette, il fissaggio del piano e la planarità della superficie di lavoro.

Anche la morsa va verificata sotto serraggio: il suo fissaggio non deve provocare movimenti del piano o della struttura.

Se il laboratorio richiede di spostare frequentemente il banco, è preferibile adottare un progetto concepito fin dall’inizio per la mobilità, invece di aggiungere semplicemente delle ruote a una struttura che non è stata dimensionata per questo scopo.

Altri banchi da lavoro costruiti con materiale di recupero

Lo stesso laboratorio ospita altri supporti ottenuti recuperando strutture e pannelli già disponibili.

Un vecchio banchetto con struttura metallica arrugginita e piani in legno consumati è stato ripulito e riverniciato. Dopo aver bloccato le ganasce alla massima apertura, sui ripiani esistenti è stato montato un nuovo piano in legno più ampio, rendendo nuovamente utilizzabile la struttura.

Anche la troncatrice poggia su un supporto autocostruito: due cavalletti di legno sono stati rinforzati e collegati inferiormente da una traversa, sulla quale è stato collocato un piano ricavato dalla fiancata di un vecchio armadio.

Il recupero del materiale ha senso quando pannelli, listelli e strutture conservano integrità e rigidità sufficienti per il nuovo impiego: elementi deformati, marci o indeboliti non sono adatti alle parti portanti di un banco.

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